Perché piange un bambino appena esce dalla pancia della mamma? Forse piange perché gli si aprono i polmoni? Ma io penso che pianga perché sa cosa I'aspetta. Come la penso io, il bambino fino a che è dentro alla pancia della marnma è ben custodito, ha tutto quello che gli serve per crescere senzzr problemi, mentre dopo deve affrontare il vero mondo che è solo di passaggio. A mano a mano che lui cresce deve aftontare tanti ostacoli, nel suo cammino della vita ci saranno tante tribolazioni ed ecco perché piange come apre gli occhi, da quel momento nel nuovo mondo che lui vede di fronte a lui. Penso che se non piange vuol dire che sta bene perché è andato in paradiso. Quando vado a visitare un defirnto penso che ha finito di vivere ma anche di softire. Io ho sofferto da quando sono nato, specie dal freddo dell'inverno, perché la neve passava dal tetto. La prima volta che entrai in chiesa per Natale rimasi incantato a vedere quel crocefisso e mi venne da domandarmi - ma sentirà il freddo quest'uomo in cima a quel palo?- Perché ne avevo patito tanto io!
A te, quatho anni cominciava la fatica di raccattare le castagne, le ghiande, poi più grandi a badare le pecoie, i maiali dalla mattina alla sera con una fettia di pane in tasca e qualche noce o fico secco. A dieci, dodici anni ci aspettavano la vanga e la zappa poi il bosco a fare la legna e il carbone. A mano a mano che si cresceva il carico sulle spalle era sempre più pesante per chilometri athaverso i boschi, sempre piegati verso la terra. Ma si poteva maledire la terra che ci dava da vivere? Anche gli animati, le piante softono, ma non ci si può liberare daila vita" una volta che sirmo nati bisógna meritarsela. A nessuno piacerebbe venire al mondo nella miseria ma I'importante non è "o-" ci si arriv4 ma quello che si fa al mondo. Io penso che bisogna rispettare le regole che ci hanno lasciato i nostri vecchi, perché se vivere ogni giorno è duro, alrneno gli uomini tra di sé non si dovrebbero fare del male. Alberto Bruni non ha mai letto questi versi di Giacomo Leopardi eppure usa lo stesso tono angosciante nel rappresentare il bambino che nasce piangendo.
Intuisce che il dolore è una presenza costante nella vita dell'uomo, dal primo respiro all ultimo, con la morte che al fine lo libera dalla vita ed estingue tutti i dolori.
Anche se Bruni ha conosciuto il volto insopportabile della vita sa amarla- Sente che I'esistenza comprende anche il bene che può nascere se gli uomini rispettano le regole. Questa saggezzadi praticare le virtù come liberazione lo awicina a Leopardi e non lo fa apparire come un ottantennó fragile e spossato, ma un uomo pronto sempre a ricominciare con una ràoittu che sfida se stessa, pronto a riprendere la lotta della vita.


Nasce I'uomo a fatica
ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pene e tormento
per prima cosa, in sul principio stesso
la madre e il genitore
il prende a consolar dell'esser nato...